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![](https://codimd.s3.shivering-isles.com/demo/uploads/upload_44727f8da57e13c3bc5621ab3e213af6.jpg) # Tutti promossi?! Perché non una bocciatura per tutti? Dal 5 marzo, le nostre scuole sono chiuse e gli studenti italiani, dagli asili alle scuole superiori - almeno stando alle notizie di oggi, 16 aprile - non torneranno a scuola se non per l'inizio del prossimo anno scolastico. A mio avviso è impensabile di valutare come se le scuole fossero aperte, facendo ripetere l'anno a qualcuno e promuovendo qualcun altro. Questo a differenza di altri paesi europei dove si sta programmando la riapertura a cavallo tra aprile e maggio come riassume questo [articolo](https://www.tecnicadellascuola.it/mezza-europa-riaprira-le-scuole-tra-aprile-e-maggio-litalia-prende-tempo-e-si-affida-agli-esperti). Tra l'altro, deve essere sottolineato che in questi Paesi la chiusura è avvenuta attorno e oltre la metà di marzo, così il periodo perso dagli studenti non arriva in nessun caso a superare i due mesi. Il nostro governo ha deciso di sospendere le attività didattiche per motivi sanitari attivando un protocollo di "Didattica a Distanza" che, anche nella situazione ideale, non poteva in nessun modo sostituire l'offerta formativa. La situazione ideale di cui stiamo parlando è una situazione in cui ogni studente ha nella propria casa gli spazi fisici per studiare, un computer in cui seguire le lezioni a distanza, una buona connessione internet e una situazione psicologica e socioeconomica sostenibile. La situazione ideale presuppone anche dei docenti che possiedono e sono formati e capaci per usare i migliori informatici e hanno la creatività adatta per reinventarsi in una situazione aliena. Direi niente di piu' lontano dalla realtà dei nostri studenti e di noi professori. Tuttavia, in questa riflessione, supponiamo che sussista la situazione ideale. Abbiamo un'ottima didattica a distanza, ma poniamoci una domanda: cos'è la scuola? Sicuramente, la Scuola è anche trasferimento delle nozioni in base ai programmi delle singole materie con qualche invito alla riflessione e a sviluppare il saper fare/risolvere problemi nuovi. La Scuola serve a formare neli studenti un metodo di studio autonomo e critico. La Scuola prende dei bambini e li prepara in un percorso di 13 anni per un test di ingresso all'Università, per lo studio o magari per avviarsi a una professione. La Scuola è anche questo ma non è solo questo. Queste sono solo conseguenze, accessori piu' concreti rispetto ai quali è facile mettere un voto. E questi obiettivi, forse, un'ottima didattica a distanza potrebbe raggiungerli. Ma per ottenere questo non servono 13 anni di istruzione divisi in 3 istituzioni diverse. L'istruzione pubblica è un percorso di ingresso dentro la comunità che ci prende bambini e ci lascia quando siamo diventati cittadini, dando a tutti le stesse possibilità. L'istruzione pubblica ha senso di esistere solo se è un ascensore sociale. Per raggiungere questo è necessario stare insieme fisicamente, aiutare il compagno in difficoltà, partecipare a gite di istruzione, incontrarsi durante la ricreazione, stare attenti durante la lezione , non disturbare i compagni, scherzare con i compagni, riconoscere l'autorevolezza del professore, sfidare l'autorità del professore. Durante la scuole elementare siamo a contatto con i coetanei del nostro quartiere: crescendo, si sceglie un percorso, e così cambiano le persone al nostro fianco e matura il rapporto con il ruolo degli insegnanti e dei compagni. Queste cose non possono esistere con la Didattica a Distanza. L'anno scolastico è stato di fatto interrotto il 5 marzo, non ci sono state gite di istruzione e sono saltati tutti i progetti e le iniziative culturali, quali le visite a mostre o a saloni. L'evoluzione dei rapporti personali, le speranze e le aspettative sono state tranciate per decreto il 4 marzo. Con la chiusura anticipata del'anno scolastico, abbiamo scelto di ridurre ancora di più la mobilità sociale, (non di certo il fiore all'occhiello [del nostro paese](https://scuola24.ilsole24ore.com/art/scuola/2018-06-15/italia-fanalino-coda-mobilita-sociale-183405.php?uuid=AELXPC7E)). Il figlio del medico con un po' di forza di volontà riuscirà a fare la carriera del padre al di là della scuola e ancor piu' della Didattica a Distanza. Chi non ha una strada già tracciata, per mancanza di possibilità sociali e economiche o per mancanza di vocazione, sarà ancora piu' abbandonato. L'epidemia ci ha costretto ad una pausa, ha in qualche modo sospeso le nostre vite. Ha bloccato l'orologio del tempo che scorre inesorabile e ci fa sentire sempre in ritardo per quel treno delle occasioni che non riusciamo mai a cogliere. Prima troppo piccoli, poi subito troppo vecchi. La mia proposta è dunque quella di riprendere - speriamo quanto prima - l'anno scolastico proprio dove lo avevamo lasciato, anche a costo di far perdere un anno intero a tutti gli studenti. Il prossimo anno scolastico avremmo così la possibilità di ultimare i programmi, fare con cura quegli ultimi argomenti che scappano sempre alla fine dell'anno, avere tempo per visite guidate e progetti sperimentali. Si fa un gran parlare di didattica laboratoriale, avendo piu' tempo avremmo davvero la possibilità di imparare facendo ricercare gli studenti, dando loro la possiblità di fallire e elaborare i fallimenti. Quando si procede in un territorio ignoto, è difficile stimare il tempo necessario per arrivare a destinazione. Quanto detto finora vale ancora di piu' se pensiamo a ragazzi con disturbi comportamentali e psicologici. Ad esempio, i ragazzi con disabilità grave che frequentano senza arrivare al diploma: per loro, gli anni della scuola sono gli ultimi all'interno di una comunità prima dell'abbandono a un "esitenza non utile al progresso". Chi scrive è un aspirante professore di scuola superiore, non sono a conoscenza direttamente di quanto succede nella scuola elementare e media-inferiore. La mia non è una ricetta ma uno spunto di riflessione che ci tenevo a condividere.